

Anche quando il compost risulta freddo e fermo, dopo dodici mesi di permanenza nella compostiera il compost dovrebbe risultare completamente maturo e quindi la compostiera può essere svuotata e riempita per un nuovo ciclo di produzione. Va rilevato che la fase di riscaldamento dei materiali che formano il compost dura circa 20 giorni; in seguito, la temperatura cala progressivamente fino a diventare stabile nella fase di maturazione: per questo si rileva compost freddo. Conviene comunque, prima di impiegare il compost, eseguire una vagliatura (setacciarlo) per separare dalla massa eventuali parti non trasformate. I lombrichi presenti non creano alcun problema al terreno; anche se apparentemente sono inerti, sono decompositori attivi, migliorano lo stato fisico del terreno stesso e lasciano deiezioni che aumentano la fertilità dei suoli. Il compost si deve presentare poroso (soffice), di colore scuro, privo di cattivi odori o con odore di sottobosco. Se il lettore afferma che il materiale presente nella compostiera risulta una poltiglia, può voler dire che nella massa non sono avvenute regolari trasformazioni, ma si è creato un ambiente poco ricco di aria che ha portato alla putrefazione almeno di parte dei componenti. Per evitare che ciò avvenga, per esempio, non bisogna introdurre sfalci di prato quando l’erba è molto sminuzzata, compattata e bagnata (è necessario farla prima seccare). In questo caso e in presenza di materiali piuttosto umidi (per esempio avanzi di cucina) è opportuno miscelare i componenti con ramaglie triturate, foglie secche e paglie, pure queste triturate, per consentire la migliore aerazione possibile della massa.