La risposta della redazione.
L'apiterapia si colloca alla fine di una lunga tradizione che attribuisce alle punture delle api un potere terapeutico. Questa terapia ha tuttavia anche solide motivazioni scientifiche. La composizione del veleno d’api non è ancora del tutto chiarita. All’analisi biochimica si è accertato che contiene il 30% di principi attivi. Tra questi sono stati identificati mellitina, apamina, acidi formico, cloridrico e ortofosforico, istamina, due enzimi (ialuronidasi e fosfolipasi A), colina, albumina e un peptide chiamato cardiopep, capace di far aumentare la forza del muscolo cardiaco e di normalizzarne rapidamente il ritmo alterato. Qualche volta anche in apiterapia, ma molto raramente, il veleno d’api produce una reazione anafilattica (spasmi della laringe, calo drammatico della pressione arteriosa, orticaria imponente) che deve essere immediatamente gestita da un medico con l’impiego di farmaci appropriati. Anche per questo è importante che la terapia con veleno d’api sia fatta esclusivamente sotto il controllo medico.